La Corte dei Conti ha pubblicato la nuova relazione semestrale sullo stato di attuazione del PNRR, illustrando progressi significativi sul fronte delle riforme, ma anche criticità legate agli investimenti e ai ritardi accumulati negli anni precedenti.
Avanzamento generale del piano
Secondo il documento, sono stati raggiunti tutti i 50 obiettivi europei previsti nel secondo semestre 2025, con un tasso complessivo di avanzamento pari al 72%, in crescita di 8 punti rispetto al semestre precedente.
Il grado di completamento risulta più elevato per le milestone (87%) rispetto ai target (56%). In particolare:
- Riforme: 85% di avanzamento
- Investimenti: 67% di avanzamento
Riforme: risultati significativi
Tra i risultati più rilevanti si segnalano:
- la riforma del public procurement, con una riduzione dei tempi del 26,5% tra offerte e firma dei contratti;
- la riforma dei tempi di pagamento della PA;
- la riduzione della propensione all’evasione fiscale del 10,9% nel biennio 2022-2023;
- la digitalizzazione del processo penale di primo grado;
- la legge annuale per il mercato e la concorrenza.
Investimenti e settori coinvolti
Gli investimenti mostrano progressi più disomogenei: 34 obiettivi raggiunti, soprattutto nella transizione digitale.
Avanzamenti si registrano anche in:
- giustizia amministrativa, con riduzione dell’arretrato nei TAR e nel Consiglio di Stato;
- ambiente, lavoro, istruzione e formazione;
- sanità digitale, Fascicolo sanitario elettronico e formazione medica;
- supporti alle imprese e valorizzazione del patrimonio culturale.
Resta il nodo dei ritardi
La Corte evidenzia però che il programma continua a procedere senza ulteriori rallentamenti, ma non recupera i ritardi già accumulati. Circa il 40% delle risorse, pari a 24,2 miliardi di euro, rischia di slittare oltre il 2026.
